Le modifiche al D.Lgs. 231/2001 introdotte nel 2025

26-08-2026

In data 4 agosto 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che prevede la riforma della disciplina in materia di responsabilità d’impresa, prevista dal decreto legislativo 231/2001.

Quindi in attesa delle novità che saranno introdotte dal Legislatore, è opportuno dare uno sguardo a quanto è stato già fatto nel corso dello scorso anno.

Infatti, il 2025 è stato un anno particolarmente significativo per la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti.

Il Legislatore è intervenuto più volte sul decreto, ampliando il catalogo dei reati-presupposto e aggiornando aree di rischio già esistenti.

Si tratta di interventi settoriali, ma complessivamente rilevanti per imprese, enti e professionisti che operano nell’ambito della compliance.

1. Rafforzamento dei reati ambientali (art. 25-undecies)

Il 2025 havisto un ampliamento significativo dell’area ambientale, grazie alla Legge 147/2025 e al D.L. 116/2025. Sono stati aggiunti nuovireati-presupposto:

  • omessa bonifica (art. 452-terdecies c.p.);
  • impedimento del controllo (art. 452-septies c.p.);
  • abbandono e combustione illecita di rifiuti (artt. 255-bis e seguenti del Testo Unico Ambientale).

Questi interventi rafforzano la tutela dell’ambiente e ampliano la responsabilità degli enti in settori come edilizia, industria, logistica, gestione dei rifiuti e servizi pubblici.

Peraltro, il Legislatore è intervenuto anche nel corrente anno con il D. Lgs. 21 aprile 2026, n. 81 in vigore dal 2 giugno 2026 recante "Attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo edel Consiglio dell'11 aprile 2024 sulla tutela penale dell'ambienteche sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE" con l'introduzione dei seguenti reati presupposto:

  • Commercio di prodotti inquinanti (Art. 452-bis.1 c.p.)
  • Produzione e commercio di sostanze ozono lesive (art. 4 D.Lgs. n. 81/2026);
  • Produzione e commercio di gas a effetto serra (art. 5 D.Lgs. n. 81/2026).

2. Sicurezza e terrorismo: nuovo reato-presupposto

La Legge 80/2025 ha modificato l’art. 25-quater del decreto 231, introducendo un nuovo reato rilevante:

  • detenzione di materiale con finalità di terrorismo (art. 270-quinquies.3 c.p.).

La norma incide sulle politiche aziendali di sicurezza informatica, gestione dei dispositivi, controllo degli accessi e monitoraggio dei contenuti digitali, con particolare attenzione ai rischi legati alla circolazione di file, istruzioni o materiali potenzialmente idonei a condotte terroristiche.

3. Intelligenza Artificiale: aggravanti nei reati societari e finanziari

La Legge 132/2025, che recepisce l’AI Act europeo, non modifica direttamente il catalogo dei reati-presupposto, ma introduce aggravanti specifiche quando alcuni reati vengono commessi mediante sistemi di intelligenza artificiale. In particolare:

  • manipolazione del mercato (art. 185 TUF) contenuto nell'art. 25 sexies del D. Lgs. 231/2001;
  • aggiotaggio (art. 2637 c.c.) contenuto nell'art. 25 ter del D. Lgs. 231/2001.

L’uso di algoritmi, sistemi automatizzati o strumenti di IA generativa può comportare un aumento delle pene e, di conseguenza, un aggravamento delle sanzioni applicabili all’ente. Per le imprese che utilizzano IA nei processi decisionali, informativi o finanziari, diventa essenziale aggiornare protocolli, controlli e procedure interne.

4. Introduzione dell’art. 25-undevicies: reati contro gli animali

Con la Legge 82/2025, in vigore dal 1° luglio 2025, è stato introdotto un nuovo articolo nel decreto 231: l’art. 25-undevicies, dedicato ai delitti contro gli animali. Rientrano ora tra i reati-presupposto:

  • uccisione di animali (art. 544-bis c.p.);
  • maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.);
  • spettacoli o manifestazioni vietate (art. 544-quater c.p.);
  • combattimenti tra animali (art. 544-quinquies c.p.);
  • uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638 c.p.).

L’estensione non riguarda solo allevamenti o attività direttamente connesse agli animali: coinvolge anche logistica, trasporti, ristorazione, eventi e tutte le realtà che, anche indirettamente, gestiscono animali o prodotti di origine animale.

-->  Implicazioni per imprese e organizzazioni

Le modifiche introdotte nel 2025 richiedono un aggiornamento dei Modelli 231, con particolare attenzione a:

  • revisione del risk assessment;
  • aggiornamento dei protocolli operativi;
  • integrazione dei controlli relativi a IA, ambiente e sicurezza informatica;
  • formazione del personale;
  • adeguamento dei flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza.

Il quadro normativo conferma la tendenza del legislatore ad estendere progressivamente la responsabilità degli enti verso nuove aree di tutela, rafforzando l’importanza di modelli organizzativi realmente efficaci e aggiornati.